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Le sanzioni legate alla trasmissione dei dati delle fatture in scadenza al 28 settembre 2017

Oggi 07:00, a cura di AteneoWeb S.r.l.

Scade il 28 settembre (il termine originario era fissato al 18 settembre - perché il 16 cadeva di domenica) il termine per l'invio dei dati delle fatture relativi al I semestre 2017. Date le difficoltà...

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Obbligo d'iscrizione al VIES per il coadiuvante familiare del farmacista

Oggi 07:00, a cura di AteneoWeb S.r.l.

Con Ordinanza 20 luglio 2017, n. 17914, la Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione all'IVS per il coadiuvante familiare (o coadiutore) del farmacista, vista la natura commerciale dell'impresa...

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Privacy: come scegliere il responsabile della protezione dei dati. Le indicazioni del Garante

Oggi 07:00, a cura di AteneoWeb S.r.l.

Nella Newsletter n. 432 del 15 settembre 2017 il Garante per la protezione dei dati personali fornisce le prime indicazioni, utili a pubbliche amministrazioni e a soggetti privati, per scegliere il Responsabile...

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Per la telefonia fissa il criterio per la fatturazione deve essere il mese - Disatteso l'indirizzo dell'AGCOM

 

Giovedì 14/09, a cura di TuttoCamere.it

 
   

L'unità temporale per la cadenza di rinnovo e fatturazione dei contratti di rete fissa deve essere il mese, affinché l'utente possa avere la corretta percezione del prezzo offerto da ciascun operatore e la corretta informazione sul costo indicato in bolletta per l'uso dei servizi.



È quanto ha Deliberato il Consiglio dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) con la Delibera n. 252/16/CONS del 16 giugno 2016 (recante "Misure a tutela degli utenti per favorire la trasparenza e la comparazione delle condizioni economiche dell'offerta dei servizi di comunicazione elettronica"), successivamente modificata dalla Delibera n. 121/17/CONS del 15 marzo 2017.



Alla luce dell'evoluzione dei mercati della telefonia fissa e mobile, l'Autorità ha infatti ravvisato la necessità di garantire una tutela effettiva degli utenti avendo riscontrato problemi in termini di trasparenza e comparabilità delle informazioni in merito ai prezzi vigenti, nonché di controllo dei consumi e della spesa, determinati anche dal venir meno di un parametro temporale certo e consolidato per la cadenza del rinnovo delle offerte e della fatturazione.



Tenuto conto delle differenze in termini di trasparenza e controllo della spesa da parte dell'utenza tra il settore della telefonia mobile (in cui la maggior parte del traffico è prepagato) e quello della telefonia fissa (contratti in abbonamento e costi post-pagati), l'Autorità ha dunque individuato nel mese il periodo temporale minimo per consentire all'utente di avere una corretta e trasparente informazione sui consumi fatturati e un tempo di invarianza nel rinnovo del presso offerto dagli operatori.



Sono stati gli operatori telefonici (a cui si aggiunge SKY per la paytv) a modificare gli abbonamenti mensili dei propri utenti, passando la tariffazione da mensile a quella di 28 giorni.

Un cambio contrattuale che equivale a un rincaro dell'8,6% dei prezzi annuali, con le mensilità in un anno che da 12 diventano 13.

La stessa AGCOM, intervenendo con la Delibera n. 121/17 del 15 marzo 2017, ha concesso agli operatori 90 giorni di tempo per tornare a tariffe mensili sul fisso (art. 2, comma 3).

Le compagnie Vodafone e Wind hanno però continuato a usare quelle a 28 giorni, adottate poi anche da TIM da aprile e da Fastweb da maggio. Mentre Tiscali conserva ancora canoni mensili.



L'unico obbligo per le aziende, in questi casi, è quello di comunicarlo agli utenti e di permettere loro di disdire il contratto gratuitamente in seguito al cambio delle condizioni contrattuali sottoscritte. In questo caso si tratta di "modifiche contrattuali unilaterali" imposte dagli operatori che consentono agli utenti solo il diritto a disdire senza spese, entro 30 giorni. Proprio questo, nonostante i divieti di AGCOM, è avvenuto per SKY che ha comunicato agli utenti la data del 30 settembre per rifiutare la modifica contrattuale chiedendo una disdetta gratuita del contratto.



Rimasto completamente ignorato il divieto dell'AGCOM alle aziende sugli addebiti ogni 28 giorni in bolletta, si sta muovendo la politica, in particolare il PD, che pensa come soluzione ad una norma da inserire nella prossima legge di bilancio per contrastare la pratica degli operatori telefonici o delle aziende che emettono bollette a 28 giorni e non più con cadenza mensile.

Intanto la stessa AGCOM sembra abbia aperto una istruttoria sulla disubbidienza degli operatori, che comporterebbe sanzioni fino a 2,5 milioni di euro.



Dopo la multa irrogata a Wind dei giorni scorsi, l'ultima istruttoria riguarda proprio SKY, a seguito delle tante segnalazioni da parte dei consumatori. A settembre arriveranno le decisioni.



Intanto, a febbraio 2018 è stata fissata l'udienza del TAR Lazio sul ricorso degli operatori che chiedono venga bloccata la delibera di Agcom di marzo.


Per scaricare il testo della delibera n. 252/16 clicca qui.

Per scaricare il testo della delibera n. 121/17 clicca qui.

Per scaricare il testo del comunicato stampa dell'AGCOM del 24 marzo 2017 clicca qui.



http://www.tuttocamere.it

 

 

 
         
 
     
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